Epistemologia

a cura di Pascal Perillo

Dal greco, ἐπιστήμη (scienza, sapere, cognizione) e λóγος (parola, ragione, discorso).

Il termine presenta due accezioni fondamentali. Come sinonimo di gnoseologia o di teoria della conoscenza (come nel caso dell’inglese Epistemology) esso si riferisce all’indagine sui metodi e sui fondamenti della conoscenza scientifica. Come sinonimo di filosofia della scienza esso si riferisce all’indagine critica intorno ai contenuti concettuali, alle metodologie e alle implicazioni culturali delle varie scienze.

Si tratta di un discorso metascientifico che può essere fatto risalire alle origini del pensiero occidentale anche se, nella sua accezione attuale, prende forma con le riflessioni filosofiche sulla rivoluzione scientifica nel Seicento.

L’attenzione epistemologica è dunque rivolta alla scienza di cui gli epistemologi studiano i concetti impiegati, i metodi usati, i possibili risultati, la forma degli enunciati e i tipi di logica applicabili: dalla chiarificazione concettuale all’analisi logica delle teorie e dei linguaggi scientifici, alla descrizione (o prescrizione) delle proprietà generali e delle forme caratteristiche della scienza.

Nel secondo dopoguerra l’Epistemologia italiana si è sempre più specializzata configurandosi come modello autonomo di ricerca. Nell’epistemologia moderna è possibile annoverare almeno tre approcci: analitico/formale; storico/descrittivo; naturalizzato.

In pedagogia la riflessione epistemologica si presenta come riflessività radicale esercitata sui fondamenti, sul senso e sulla natura del sapere-agire pedagogico, anche se alla tradizionale riflessione teoretica dal carattere costruttivo e regolativo che il sapere pedagogico compie su se stesso, è possibile affiancare un’indagine riflessiva che si sviluppa nella e sulla prassi delle azioni formative.

Se da un lato, dunque, epistemologia è riflessione sulla conoscenza in senso fondativo e regolativo, da un altro lato epistemologia è riflessione sulla propria conoscenza quale sistema epistemologico assunto per interpretare il mondo. Se per “epistemologia” intendiamo il modo in cui il singolo soggetto o un collettivo costruisce, negozia e usa la conoscenza, è inevitabile che le “posizioni epistemiche” – ossia l’insieme delle prospettive assunte dal singolo e dal collettivo nei processi conoscitivi e il modo in cui la conoscenza è da esso e da essi rappresentata, costruita e decostruita e, quindi, negoziata e trasferita in situazione in termini di “utilizzo” – cambieranno a seconda dei processi di costruzione e decostruzione delle conoscenze che singoli e collettivo attiveranno volta per volta.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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